Perché L’Italia Non Riconosce La Palestina?
Uno dei motivi che hanno spinto migliaia di italiani a partecipare al primo sciopero nazionale di ieri per Gaza e a scendere nelle strade di molte città con cartelli, bandiere e gridando “Palestina libera”, è il fatto che l’attuale governo Meloni non vuole riconoscere lo stato della Palestina.
Ma perché non vuole, dato che invece molti altri stati occidentali hanno deciso di farlo o l’hanno già fatto?
Una spiegazione molto importante viene dal passato.
Durante il fascismo gli ebrei vennero perseguitati e portati nei campi di concentramento italiani (prima) e in quelli nazisti poi.
Come la Germania nazista, quindi, anche l’Italia fascista ha la colpa di aver torturato, arrestato e ucciso decine di migliaia di cittadini ebrei.
Il riconoscimento della Palestina da parte di un governo di estrema destra, quindi, potrebbe far pensare facilmente a un ritorno all’odio antisemita che c’era in Italia durante il periodo fascista.
E se l’attuale governo non vuole sembrare antisemita, invece nel popolo sta crescendo questo sentimento di odio che rispolvera quei vecchi pensieri.
In questo periodo, infatti, anche nei piccoli paesi di campagna, così come nelle grandi città, compaiono scritte sui muri e cartelli che offendono gli ebrei.
Naturalmente l’Italia ha anche interessi economici e relazioni amichevoli con Israele che vuole salvare, ma per le migliaia di italiani il riconoscimento dello stato palestinese è un punto di partenza importante per affermare la posizione del nostro paese che rifiuta il genocidio.
Per questo motivo un solo sciopero non è sufficiente e i sindacati hanno già deciso di continuare le proteste anche nei prossimi mesi, causando grandi problemi e obbligando il governo a prendere una netta posizione contro il governo di Netanyahu.
Riusciranno gli italiani a ottenere tanto da questo governo?
L’Italia sarà in grado di riconoscere la Palestina?
Tu cosa pensi?



