Foce Di Montemonaco
La Porta D’Ingresso Al Cuore Dei Sibillini
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Immersa nel verde incontaminato del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Foce di Montemonaco è una piccola e affascinante località che incanta chiunque ami la natura, la montagna e la tranquillità .
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Situata a circa 1.000 metri di altitudine, questa frazione del comune di Montemonaco, in provincia di Ascoli Piceno, nel sud delle Marche ma a pochi chilometri dall’Umbria, è formata da poche abitazioni antiche, che sono state costruite lungo il solco di una valle tra i due massicci montuosi del Monte Vettore e del Monte Sibilla.
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Questa valle è il risultato di un'antica e intensa azione glaciale e si estende verso sud fino a congiungersi con la Valle del Lago di Pilato, uno dei pochi laghi glaciali dell’Appennino, noto per la sua leggenda e per l’unicità del Chirocefalo del Marchesoni, un minuscolo crostaceo che in tutto il mondo vive solo in queste acque.
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Il paesaggio che circonda Foce è estremamente variegato ed è più simile a quello alpino, che a quello tipico della regione Marche: vette montane, gole che derivano da fenomeni erosivi dovuti allo scorrimento di sorgenti, cascate naturali, corsi d'acqua, distese di prati fioriti e boschi e persino i geyser.Â
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Il clima è di tipo continentale, con forti escursioni termiche: alle estati fresche si alternano inverni molto rigidi, durante i quali sulle vette più alte si possono raggiungere temperature anche fino a -25 °C.
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Il paese di Foce è un punto di partenza privilegiato per esplorare alcune delle meraviglie più celebri dell’Appennino centrale: da qui partono i sentieri che conducono a luoghi iconici come il Lago di Pilato e la Gola dell’Infernaccio, un suggestivo canyon naturale scavato nella roccia.
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Altri sentieri, invece, salgono verso la cima del Monte Vettore (a sud), la vetta più alta dei Sibillini (2.476m) e verso la cima del Monte Sibilla (a nord), alto 2175m.
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Infine un altro percorso porta alla grotta della Sibilla Appenninica, la mitica profetessa che, secondo la tradizione, abitava proprio sul monte che porta il suo nome.
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Tutta questa zona, infatti, è ancora intrisa di racconti antichi che uniscono storia, magia e paesaggio ai misteri e alle leggende legate alla figura della Sibilla, a Ponzio Pilato, ai Mazzamurelli (folletti degli Appennini) e a molte altre creature leggendarie dei boschi.Â
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Nonostante le sue dimensioni ridotte, Foce accoglie i visitatori con rifugi, agriturismi e strutture ricettive a conduzione familiare, dove è possibile assaporare la genuina cucina locale: dalle olive all'ascolana e i vincisgrassi (un tipo di lasagne tipiche del maceratese, ma molto popolari anche qui) ai formaggi locali, fino ai prodotti del bosco come funghi e tartufi.
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Camminando tra i prati fioriti in quota è molto facile incontrare la stella alpina degli appennini, un fiore più piccolo e raro di quello che cresce nelle Alpi.
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Dal punto di vista faunistico, invece, non è difficile incontrare volpi, cervi e cinghiali, ma a volte è possibile avvistare anche alcuni esemplari di lupi e orsi.
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In estate, Foce è perfetta per fuggire dal caldo e godersi il fresco della montagna.
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In autunno, i colori delle foglie rendono i boschi un vero spettacolo.
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Anche in inverno, con la neve che copre il paesaggio, la zona mantiene un fascino unico e silenzioso.
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Inoltre il numero limitato di abitazioni e persone che restano a vivere qui tutto l’anno, rende questo posto quasi isolato, un luogo ancora più magico e incontaminato.
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Quindi, se scegli di visitare il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sai da dove cominciare!
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