L’Albero del Piccioni
Un Albero Monumentale dal Tronco Cavo
L’Albero del Piccioni (o del Piccione) è un platano orientale monumentale (della famiglia Platanus Orientalis) che si stima abbia più di cinquecento anni ed è uno degli alberi più imponenti e storicamente significativi d’Italia.
E’ considerato, infatti, insieme ad altri ventiduemila piante presenti sul territorio italiano, un albero monumentale nazionale e per tanto è protetto.
E’ alto più di venticinque metri e ha una folta chioma di rami.
Alla base il suo tronco ha un diametro maggiore ai dieci metri ed è caratterizzato da ben tre aperture, causate in parte da un fulmine che colpì la pianta e ne bucò il tronco.
Per ottenere il prestigioso titolo di monumentalità, un albero deve rispettare dei requisiti stabiliti dalla legge italiana.
Innanzitutto le dimensioni devono essere notevoli e deve essere certificata l’antichità dell’albero (e il primo documento ufficiale in cui questo albero fu menzionato risale al 1718).
In secondo luogo esso deve avere un’importanza storico-culturale e naturalistica e questa pianta ce l’ha.
Ora vi racconto brevemente la sua storia.
Il nome “Piccioni” non deriva dai volatili, ma probabilmente da uno dei proprietari terrieri locali (soprannominato come Piccione o Piccioni) e appartenenti alla famiglia Parisani, nobili ascolani che avevano molte terre nelle campagne intorno alla città.
Questo tipo di pianta, che oggi grazie al cambiamento climatico nasce spontaneamente in Sicilia e Calabria, centinaia di anni fa non era affatto comune in Italia e tanto meno nell’entroterra del versante Adriatico.
Si pensa, quindi, che sia arrivato dall’oriente e sia stato piantato in un punto preciso del campo per segnare un confine o per segnare la distanza chilometrica dal centro della città, vista la sua posizione lungo l’importante via Salaria che collega il mare Adriatico a Roma.
Inoltre, secondo una leggenda popolare locale, il nome sarebbe legato anche al brigante Giovanni Piccioni, comandante degli Ausiliari Pontifici nell’Ottocento e uomo molto religioso, che non accettò mai l’occupazione delle Marche da parte dell’esercito dei Savoia e che intraprese diverse lotte e guerriglie contro i piemontesi fino al suo arresto nel 1863, quando l'Italia era già nata.
Piccioni morì pochi anni dopo nella prigione ascolana del Forte Malatesta.
La leggenda narra che il brigante si nascondesse nell’albero per tendere imboscate ai viandanti, ma non c’è prova storica certa di questa pratica, anche se possiamo pensare che il tronco cavo dell’albero possa essergli servito per tendere delle imboscate alle guardie dell’esercito piemontese, che proprio nella zona ebbe dei duri combattimenti contro il brigante e i suoi uomini.
L’Albero del Piccioni si trova a pochissimi chilometri dalla città di Ascoli Piceno, lungo la Via Salaria in direzione di Roma, in prossimità della frazione di Mozzano.
Esso è visibile sia dalla via Salaria, che dalla superstrada che conduce nella capitale ed è un luogo di interesse naturalistico e culturale, simbolo della storia e della relazione tra uomo e natura nel territorio ascolano e proprio per questo viene visitato periodicamente da scuole e visite guidate naturalistiche organizzate appositamente.
Ci sono alberi monumentali nel tuo paese?
Puoi parlarmi di qualcuno di questi?
Se ti interessa questo argomento, possiamo parlarne a lezione.




